Batterio osservato al microscopio elettronico
IL REGNO DELLE MONERE: Il regno delle monere comprende gli archeobatteri, i batteri e i cianobatteri o alghe azzurre. Si tratta di forme di vita unicellulari o coloniali, può capitare che gli individui si associno a formare una struttura in cui tutti collaborano e hanno funzioni diverse. Si formano le colonie per vivere meglio nell’ambiente.
Ogni esemplare non perde la propria autonomia, ma collabora
e vive con gli altri. La colonia è l’equivalente di una struttura corallina
dove ogni cefalopode ha funzione diversa: forma lo scheletro o cattura il
cibo coi tentacoli. Si tratta di organismi di dimensione compresa fra 1 e
10 mircon (1 = 10 mm) Archibatteri Il loro nome deriva dalla parola greca
arcaios, antico. Si tratta infatti di procarioti molto primitivi che è per
primi hanno popolato la terra. Esistono tutt’ora e sono capaci a viveri in
condizioni estremamente difficili, ostili adoperando per le proprie funzioni
vitali ciò che è disponibile, per esempio zolfo, metano e minerali. Abitano
in luoghi inospitali quali sorgenti vulcaniche con acque ad elevatissima temperatura
(220°), ma anche nei luoghi più freddi come le calotte polari e ambienti con
elevata concentrazione di sale come il Mar Morto. I batteri si possono allevare
in scatole petri.
Spritoteche osservate al microscopio elettronico
CLASSIFICAZIONE: I batteri hanno colonizzato la terra con grande successo e sono diffusi in tutti gli ambienti, anche quelli più ostili. Esistono ben oltre 10 milioni di specie batteriche classificate in modi diversi. Uno dai criteri di classificazione dipende dallo loro forma: possono avere forma circolare-sferica, i cocchi, a bastoncino allungato, bacilli (come Scherichia coli colpevole di un’infiammazione intestinale), a spiale o ad S , spirilli o spiroteche, o a virgola, vibrioni (come Vibrio colerae). Le singole cellule possono unirsi inoltre in associazioni a catena come gli streptococchi, a due a due nei diplococchi, o a grappolo, stafilococchi (come Aceto bacter). Struttura interna: una cellula batterica è protetta da più strati: a partire dall’esterno verso l’interno osserviamo per prima la capsula esterna, una sorta membrana che non tutti i batteri posseggono. In genere i batteri più pericolosi che portano malattie, i batteri patogeni, sono provvisti di capsula esterna. La presenza della capsula è legata ad un alto indice di patogenità. Si è visto che togliendola capsula la trasmissione di malattie diminuisce.
Esempio di batterio fortemente capsulato è il Diplococcus Pneumonia responsabile della polmonite batterica. Internamente alla capsula abbiamo una parete cellulare che da compattezza, resistenza oltre che definirne la forma.

Esiste una classificazione dei batteri anche in base al colore assunto dalla parete a contatto con un colorante e si dividono in granpositivo e in granegativo. Internamente c’è una membrana cellulare o plasmatica che determina i contorni della cellula . Al suo interno abbiamo un liquido fluido trasparente, il citoplasma, costituito per il 90% da acqua.
Libero nel citoplasma o attaccato alla membrana c’è una molecola di acido nucleico: nel 98% dei casi si tratta di DNA, nel 2% di RNA. Solitamente questa singola molecola di DNA costituisce il cromosoma batterico. In molti batteri c’è un’altra molecola di DNA, l’episoma che assume un ruolo importante nella riproduzione sessuata e nella ricombinazione genetica. Nel citoplasma abbiamo ribosomi liberi e sciolti e ci sono enzimi, libri o attaccati alla membrana permettono al batterio lo svolgersi del metabolismo. I batteri si muovono grazie a dei filamenti proteici che partono dalla membrana plasmatici verso l’esterno. Si tratta dei flagelli. Vi possono essere dei filamenti più piccoli simili a ciglia. Esiste una classificazione dei batteri in base alla posizione ed al numero di flagelli. In alcuni batteri considerati maschio durante la riproduzione sessuata si forma una sorta di estroflissione il PILUS sessuale. È un ponte che permette il trasferimento del cromosoma dal b. maschile a quello femminile.
Struttura di un batterio
RIPRODUZIONE BATTERICA: Può essere agamica , in questo caso si parla di scissione binaria. Quando il b. ha raggiunto dimensioni considerevoli che non gli convengono si divide in due, anche il suo DNA si divide dando origine a due nuove cellule. Per alcuni batteri questa riproduzione avviene in soli 20 minuti. Quando i b. si trovano in condizione sfavorevole vviene la riproduzione gamica o sessuata o coniugazione. Avviene una rielaborazione genetica. In questa riproduzione i batteri maschili donano l’episoma attraverso il pilus sessuale.I batteri femminili F- non posseggono l’episoma e lo ricevono dal batterio maschile. I due batteri si avvicinano e avviene la riproduzione. Alla fine della r. il batterio maschile F+ o muore o siccome ha duplicato il suo epitoma si stacca e continua la sua vita. F- ha assorbito le caratteristiche di F+.
Esiste anche il batterio Hfr che ha l’episoma attaccato al cromosoma batterico. Dall’inglese il suo nome significa alta frequenza di ricombinazione. In questo caso attraverso il pilus viene trasferito o solo l’episoma o anche un pezzo di cromosoma. Il vantaggio è quello di avere dei geni in più e diversi rispetto quelli propri. Talvolta è difficile vincere i batteri con gli antibiotici perché i b. riproducendosi cambiano il DNA ed è anche il motivo per cui è necessario vacinarsi contro una nuova ondata di influenza. I batteri furono individuati nel 1800 dal francese Louis Pasteur, il quale inventò la fermentazione e i vaccini. Oggi si usano gli antibiotici per sconfiggere i batteri.
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