Microscopio utilizzato da Robert Hooke per le sue osservazioni
L’inglese Robert Hooke osservò al microscopio fettine sottilissime di sughero e vide numerose piccole cavità, tutte ben delimitate da pareti di separazione, ma non capì esattamente di che cosa si trattasse. Così le disegnò e poiché gli ricordavano le piccole celle di un monastero, le chiamò cells, che in inglese significa “cellette”. Ciò che Hooke aveva osservato erano gli involucri delle cellule vegetali, cioè le loro pareti, invisibili ad occhio nudo.
Dalle prime osservazioni di Hooke ci vollero quasi due secoli per giungere alla scoperta che i viventi sono costituiti da cellule e quindi alla formulazione della teoria della cellulare. A questa conclusione giunsero due scienziati tedeschi, il botanico Matthias Schleiden e lo zoologo Theodor Schwann, i quali, dopo aver osservato strutture vegetali come steli, foglie e fiori e strutture animali come ossa, tessuti del fegato, pelle giunsero alla conclusione della teoria cellulare. La teoria cellulare afferma che:
1) La cellula è l’unità strutturale di tutti gli esseri viventi
2) La cellula è l’unità funzionale di tutti gli esseri viventi in cui sono riprodotte, seppure in piccolo, tutte le funzioni dell’organismo (poiché la cellula si nutre, respira, si difende, si riproduce);
Il terzo punto della teoria cellulare è stato formulato da un altro scienziato tedesco, Rudolf Virchow, il quale raccolse osservazioni che escludevano la possibilità che le cellule di un organismo si formassero a partire da materia non vivente (ipotesi della generazione spontanea), ma una cellula proviene dalla riproduzione di un’altra cellula. Pertanto
3) Ogni cellula può derivare solo da altre cellule presistente. Le dimensioni di una cellula procariote vanno da 1 a 10 micron, le dimensioni di una cellula eucariote vanno da 10 a 100 micron.
Struttura di una cellula eucariote vegetale