REGNO DEI VEGETALI
Struttura di un tronco d'albero
La pianta è un organismo che preleva, produce e distribuisce le sostanze prodotte: al prelievo provvedono le foglie, al trasporto e alla distribuzione i vasi conduttori, alla produzione le foglie. Per queste attività necessità di continui scambi di sostanze con l’ambiente. Durante la fotosintesi, la pianta assorbe dal suolo molecole d’acqua e dall’aria molecole di anidride carbonica che, combinate assieme grazie ai raggi solari, servono per costruire zuccheri come il glucosio, la cellulosa e l’amido. Per sintetizzare altri composti come le proteine e il DNA occorrono anche i sali minerali che la pianta assorbe in soluzione dal terreno. Come prodotto secondario della fotosintesi viene liberato ossigeno.
Le sostanze complesse formate dalla fotosintesi. sono in parte consumate dalla pianta stessa durante la respirazione cellulare. Le reazioni chimiche della respirazione hanno il compito di liberare l’energia contenuta nelle sostanze organiche e di renderla disponibile per tutte le attività vitali. Come in tutti gli organismi, così anche nelle piante durante la respirazione cellulare viene utilizzato ossigeno e viene liberata anidride carbonica. Durante il giorno l’attività foto-sintetica è più intensa della respirazione, che risulta perciò mascherata: le piante di giorno consumano anidride carbonica ed emettono ossigeno. Di notte, poiché manca la luce e la fotosintesi cessa, le piante consumano ossigeno e liberano anidride carbonica.
STRUTTURA DI UNA FOGLIA:

Le foglie sono costituite da più strati di cellule, le foglie sono ricoperte da una cuticola resistente, l’epidermide superiore, presente sulla lamina fogliare superiore. Al di sotto di questo vi sono disposte delle cellule che costituiscono lo strato a palizzata, a di sotto di questo è presente lo strato lacunoso, fra una cellula e l’altra vi sono cavità, gli stomi. Strato a palizzata e strato lacunoso formano il mesofillo. Gli apparati stomatici che sono presenti o solo su una lamina fogliare o su entrambe.
Gli stomi sono formati da due cellule che ne controllano l’apertura e la chiusura, si tratta di pori attraverso le quali passo ossigeno e anidride carbonica, ma servono anche ad eliminare l’acqua in eccesso della pianta attraverso vapore acqueo. Questo fenomeno, detto traspirazione, fa si che oltre il 95% dell’acqua assorbita dalla pianta fuoriesca e venga ceduta all’atmosfera attraverso gli stomi. Se la quantità d’acqua che rimane nei tessuti del vegetale è troppa, la pianta rischia di morire. L’epidermide inferiore è la cuticola presente sulla lamina inferiore della foglia.
Nelle cellule che compongono il mesofillo
vi sono i cloroplasti. Al microscopio essi appaiono come dei corpuscoli tondeggianti
verdi, per via della clorofilla che contengono: è al loro interno che viene
catturata l’energia luminosa e, grazie ad una serie di enzimi, vengono costruite
molecole organiche. All’esterno della membrana cellulare vi è un rivestimento,
la parete cellulare, costituitala cellulosa
(impregnata di sostanze come la lignina), che conferisce loro sostegno. Le
pareti cellulari impregnate di lignina costituiscono la struttura di sostegno
di un albero.
I tre apparati di una pianta:
1) L’apparato radicale ha le
funzioni di fissare la pianta al terreno e di assorbire l’acqua e i sali minerali
dal sottosuolo. Gli apici sono coperti da sottili peli che aumentano la superficie
assorbente. Le radici si spingono a grande profondità, nell’erba medica per
esempio affondano le radici per circa sei metri. Essendo sotterranee le radici
non compiono fotosintesi e ricevono nutrimento dalle foglie.
2) Il fusto ha funzioni di
sostegno e di trasporto. Nella maggior parte delle piante, esso è percorso
da vasi conduttori visibili sottoforma di venature.
3) Le foglie si comportano
come i batteri solari: la loro forma, allungata e sottile, è la più efficace
ad assorbire l’energia luminosa.
Struttura dell'apparato radicale
Classificazione
delle piante:
A) Le briofite, come i muschi
e le epatiche, sono piante primitive di piccole dimensioni, che crescono
basse sul terreno poiché prive di vasi per il trasporto dell’acqua. l’acqua
assorbita dall’aria e dal suolo si distribuisce di cellula in cellula per
imbibizione. Pullulano negli ambienti umidi.
I muschi sono briofite
B) Le tracheofite comprendono tutte le piante più diffuse, dalle più primitive felci, alle piante più evolute con fiori. Esse rappresentano oltre il 90% delle piante conosciute e sono dotate di un sistema di vasi conduttori che serve al trasporto dei liquidi. I vasi conduttori sono di due tipi: i vasi dello xilema o legno che servono per il trasporto dell’acqua (linfa grezza), i vasi del floema o libro che servono per il trasporto dei prodotti della fotosintesi (o linfa elaborata).


Le felci sono tracheofite
L'equiseto è una tracheofita
I vasi del legno sono formati dalla sovrapposizione di tante cellule morte di cui sono rimaste solo le parti cellulari impregnate di lignina. Nelle zone di contatto tra una cellula e l’altra le pareti si sono dissolte, formando così dei tubicini, dette trachee in cui scorre la linfa grezza. I vasi del legno, invece, sono formati da colonne di cellule che rimangno vive. Le loro pareti di celulosa, nei punti di contatto tra una cellula e l’altra, sono bucherellate e per questo vengono detti vasi cribrosi.
C) Le pteridofite some felci,
equiseti e licopodi, sono piante vascolari senza semi. Esse possono raggiungere
dimensioni ragguardevoli. Hanno bisogno di acqua per la fecondazione (per
questo motivo si diffondono solo in luoghi ombrosi ed umidi) e si riproducono
mediante la formazione di spore. Una spora è una singola cellula da cui ha
poi origine un’altra pianta. Nel caso delle felci le spore, strutture sferiche
dal caratteristico colore nero, sono dette sori.
D) Le spermatofite sono le piante
vascolari con il seme ed hanno larga diffusione su tutto il globo terrestre.
Il seme costituito da un piccolo ammasso di cellule, l’embrione, corredato
a sostanze protettici e provvisto di un rivestimento, il tegumento. Una volta
abbandonata la pianta di origine e trovato un luogo adatto dove germinare,
l’embrione si nutrirà delle sostanze di riserva che contiene dando origine
a una nuova pianta.
Una magnolia è una spermatofita