GLI APPUNTI DI DIRITTO DI ANDREA DARDI

L'interpretazione delle norme


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IL PROBLEMA DELL’INTERPRETAZIONE:

Qualsiasi norma necessita si una interpretazione, cioè bisogna attribuirle un significato. Infatti le norme sono molto generali. Una delle norme più importanti del codice civile afferma che “Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno (art. 2043). Ma anche questa norma deve essere interpretata perché sia applicata.

L’INTERPRETAZIONE DELLE NORME

Le norme usano termini generali che possono essere soggetti a diverse interpretazioni. Le norme hanno infatti contenuto astratto e generale ed hanno contenuto per effetto di un’interpretazione.

L’INTERPRETAZIONE IN BASE AI SOGGETTI

L’interpretazione in base ai soggetti può essere: autentica, dottrinale, giudiziale.

L’interpretazione autentica: viene effettuata dallo stesso soggetto che ha emanato la norma. L’organo che ha fatto la legge ricorre al un altro provvedimento. Questa interpretazione viene effettuata quando la norma non è chiara: il parlamento può aggiungere nuovi articoli ad una legge per completarla. Si parla in questo caso di norma interpretativa che finisce per integrare e chiarire la norma non chiara, diventa generale, astratta e cogente ed è vincolante per tutti.

L’interpretazione dottrinale: viene effettuata dagli studiosi del diritto. Essa non è vincolante per i cittadini. Si tratta di teorie e di interpretazioni effettuate da esperti e docenti universitari. Ciascun professore fornisce una propria opinione e particolari pensieri.

Si formano così correnti di pensiero fondati sulla docente che ha ricevuto più consensi. I docenti universitari pretendono che gli studenti conoscano bene le proprie teorie. Questo di interpretazione ha grande influenza perché il futuro avvocato o giudice durante i suoi studi è influenzato dai propri insegnanti e dalle loro teorie

L’interpretazione giudiziale: viene effettuata dai giudici nei loro processi ed è vincolante per attore e convenuto del processo civile e per le parti del processo penale. Ogni giudice è libero di giudicare lo stesso fatto in modo diverso. Ogni sentenza costituisce un precedente giudiziale, che ha un’influenza più o meno forte, ma sempre di carattere persuasivo e mai vincolante sull’attività giurisdizionale e sull’interpretazione di ciascuna norme di legge.

Tutte le sentenze di tutti i tribunali vengono raccolte e conservate e svolgono il ruolo di precedenti: queste sentenze contribuiscono fortemente a guidare l’interpretazione che viene data dal giudice a ciascuna norma di legge. Hanno maggior valore se sentenze di qualche tribunale prestigioso o della corte costituzionale. L’insieme di tutte queste sentenze costituisce la giurisprudenza.

LE MODALITA’ DI INTERPRETAZIONE

Le modalità di interpretazione sono: letterale, sistematica, teleologica.

Interpretazione letterale: si limita a leggere il testo della norma parola per parola comprendendone il significato. Si analizza il senso letterale di frasi, verbi e vocaboli. Ha dunque un forte riferimento sul senso delle parole. Deve essere fedele alla legge, e non può mai prescindere dal testo normativo. Bisogna dunque leggere con molta attenzione il testo della norma da interpretare.

Per assicurare la massima precisione possibile alle disposizioni di legge, le parole della lingua italiana assumono spesso un significato più stretto e preciso a quello usato nel linguaggio comune, a volte assumono addirittura un significato diverso.

Interpretazione sistematica: consiste nel comprendere il significato di una norme confrontandola con le altre norme che disciplinano casi simili. Le norme giuridiche non vanno mai lette isolamente, ma insieme con tutte le altre, perché esse formano un ordinamento; un sistema (insieme in cui tutte le disposizioni sono collegate e coordinate tra loro).

Interpretazione teleologica: consiste nel comprendere i fini ultimi, gli scopi sociali, economici e politici delle norme. Bisogna far riferimento alle intenzioni del legislatore, cioè cercare di cogliere le finalità.

Interpretazione analogica: in caso di lacuna di diritto, ossia se nessuna norma regola un caso concreto, si ricorre a tale interpretazione. Si tratta di un’interpretazione creativa del diritto.
Consiste nel ricorso a una norma che regola casi simili o materie analogiche oppure, in mancanza, ai principi fondamentali dell’ordinamento. Se manca una norma il giudice può dunque ricorrere a tale interpretazione, che è ammessa per tutti i tipi di legge (fatta eccezione per le norme penali e le norme eccezionali).

PROCEDIMENTO LOGICO SEGUITO DAL GIUDICE

Il giudice quando deve emanare una sentenza segue un procedimento logico composto principalmente delle seguenti tappe:

a) Ricostruire i fatti: egli deve determinare quale è la situazione del fatto, cioè come si sono svolti i fatti che hanno portato alla lite. Egli deve determinare con precisione la fattispecie concreta.
b) Identifica la norme applicabile: egli deve cercare qual è ‘insieme di norme di diritto nel quale la vicenda reale può essersi svolta, egli deve determinare la fattispecie astratta alla quale il caso concreto deve essere ricondotto
c) Interpreta la norma: egli deve attribuire alla norma un significato
d) Stabilire le conseguenze: egli deve infine prendere la decisione, che consiste nel collegare alla fattispecie concreta le conseguenze giuridiche previste dalla norma.

LE COSIDDETTE “CLAUSOLE GENERALI”:

Spesso le norme giuridiche contengono termini generici, che non danno all’interprete un’indicazione precisa, ma soltanto una direttiva di massima. Queste direttive di massima vengono frequentemente chiamate “clausole generali”.

Esse devono essere rese vive, specificate, articolate caso per caso attraverso l’interpretazione soprattutto quella della giurisprudenza: qui assumono la massima importanza sia i valori generali, sia i precedenti giudiziali. I problemi interpretativi delle clausole generali sono molto frequenti

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