GLI APPUNTI DI DIRITTO DI ANDREA DARDI
Trattato di Roma - Atto Unico Europeo - Accordi di Schengen - trattato di Maastrict
TRATTATI DI ROMA
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I Trattati di Roma rappresentano il momento costitutivo delle Comunità Europee.
Firma del trattato di Roma
I trattati furono sottoscritti dai rappresentanti dei sei
paesi fondatori:
.Belgio
. Francia
. Italia
. Lussemburgo
. Olanda
. Repubblica Federale Tedesca
ed entrarono in vigore il 1 gennaio 1958.
Usualmente con Trattato di Roma si indica, invece, il solo trattato istitutivo della CEE.
ATTO UNICO EUROPEO
L'Atto unico europeo è una
revisione dei trattati di Roma. Fu sottoscritto all'Aia il 28 febbraio 1986
ma entrò in vigore solo il 1 luglio 1987.
Lo scopo principale di questo trattato è quello di incrementare l'integrazione
fra i paesi della Comunità. L'obiettivo è quindi quello di passare
ad un mercato unico europeo in cui i paesi della Comunità possano far
circolare liberamente mano d'opera, merci, servizi e capitali.
Con l'Atto unico europeo si è cercato anche di introdurre nuove regole decisionali degli organi comunitari per evitare che un solo paese possa bloccare il progresso di tutta la Comunità. Comunità che introduce nuove aree di espansione: l'ambiente, la coesione, la ricerca e lo sviluppo tecnologico.

Firma dell'atto unico europeo
L'Atto unico europeo delinea, inoltre,
il futuro progetto di Unione economica e monetaria.
Getta anche le basi per la costituzione del Tribunale di primo grado.
ACCORDI DI SCHENGEN
I Paesi che aderiscono agli accordi.
Quelli in azzurro chiaro sono i paesi in via di applicazione.
Gli Accordi di Schengen sono una convenzione tra Stati
membri dell'Unione Europea. Con il Trattato di Amsterdam tali accordi sono parte
integrante del Trattato dell'Unione Europea (meglio noto come Trattato di Maastricht).
Contenuti
principali degli Accordi
- abolizione dei controlli sistematici delle persone alle frontiere interne
dello Spazio Schengen
- rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne dello Spazio Schengen
- collaborazione delle forze di polizia e possibilità di queste di intervenire
in alcuni casi anche oltre i propri confini (p.es. durante gli inseguimenti
di malavitosi)
- coordinamento degli Stati nella lotta alla criminalità organizzata
di rilevanza internazionale (p.es. mafia, traffico d'armi, droga, immigrazione
clandestina)
- integrazione delle banche dati delle forze di polizia
Chi ha firmato
gli Accordi di Schengen
Gli Accordi di Schengen vennero firmati a Schengen, cittadina
del Lussemburgo, il 14 giugno 1985 inizialmente da solo cinque Stati membri
della allora CEE (vista l'impossibilità di giungere ad un accordo sulla
libera circolazione delle persone in sede CEE): Belgio, Francia, Lussemburgo,
Germania e Paesi Bassi. Dopo il primo accordo tra i cinque paesi fondatori,
è stata elaborata una convenzione, firmata il 19 giugno 1990 ed entrata
in vigore nel 1995.

I Paesi che aderiscono agli accordi. Quelli in azzurro chiaro sono i paesi in via di applicazione
Successivamente vi aderirono altri Stati dell'Unione Europea: l'Italia (27 novembre 1990), il Portogallo e la Spagna (entrambi il 25 giugno 1991), la Grecia (6 novembre 1992), l'Austria (28 aprile 1995).
Dal 19 dicembre 1996 i contenuti degli accordi vengono applicati pure a due Stati (Norvegia e Islanda) non facente parte dell'Unione Europea, in quanto questi facevano parte dell'Unione Nordica che prevedeva norme simili per i paesi scandinavi, tre dei quali facevano ormai parte dell'Unione Europea. Con l'approvazione del referendum del 5 giugno 2005, anche la Svizzera che non fa parte dell'Unione Europea, entra a far parte dell'area Schengen.
Per propria scelta, due paesi non
hanno aderito agli accordi: Regno Unito e Irlanda.
Organismi della Convenzione di Schengen e integrazione nell'UE
La cooperazione intergovernativa era gestita da un Comitato Esecutivo, dotato di Segretariato. La firma del Trattato di Amsterdam nel 1997 ha portato all'integrazione degli Accordi di Schengen nell'Acquis comunitario, attraverso un protocollo addizionale. Il Consiglio dell'Unione Europea è quindi subentrato, il 1 maggio 1999, al comitato esecutivo istituito dagli accordi di Schengen.
Dal 1999 quindi, gli Stati che divengono membri dell'Unione europea sono vincolati a recepire nella totalità l'acquis di Schengen, sebbene le sue disposizioni vengano applicate gradatamente.
Chi esercita il controllo in Italia
Preposto al controllo sull'attuazione dell'accordo di Schengen, è il "Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'accordo di Schengen, di vigilanza sull'attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione"
Entrata in vigore degli Accordi
L'entrata in vigore di questi accordi è stata graduale, in quanto dovevano essere rispettati da parte degli Stati aderenti precisi requisiti sia normativi che tecnici.
TRATTATO DI MAASTRICT

Firma del trattato di Maastrict
Il Trattato sull'Unione Europea (noto come Trattato di Maastricht) venne firmato nella cittadina olandese sulle rive della Mosa di Maastricht il 7 febbraio 1992 dai 12 paesi membri dell'allora Comunità Europea, oggi Unione Europea ed è entrato in vigore il 1 novembre 1993.
Con
questo trattato vengono introdotti i cosiddetti Tre pilastri dell'Unione Europea:
1. la "Comunità Europea" che
riunisce tutti i trattati precedenti (CECA- Comunità europea del carbone
e dell'acciaio, Euratom- Comunità Europea dell'Energia Atomica e CEE
- Comunità Economica Europea)
2. la Politica estera e di sicurezza comune (PESC) e la politica estera di sicurezza
e difesa (PESD)
3. la Cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (CGAI)
Il primo pilastro è di tipo comunitario: le decisioni sono cioè
prese all'interno della comunità; il secondo ed il terzo pilastro sono,
invece, intergovernativi: le decisioni sono prese dai rappresentanti dei governi
degli stati membri.
Di
forte impatto psicologico l'introduzione della cittadinanza dell'Unione europea.
Importantissima, inoltre, l'introduzione dell'Unione Economica e Monetaria che
ha portato in meno di dieci anni (il 1 gennaio 2002) all'introduzione di una
moneta unica per i 12 paesi che a tale unione hanno poi aderito: l'Euro.
Altre
importanti norme introdotte con il Trattato di Maastricht furono:
- la procedura di codecisione nell'emanazione delle direttive;
- la tutela diplomatica;
- la possibilità di rivolgersi alle istituzioni europee in una delle
lingue ufficiali degli stati membri;
- il diritto, per i cittadini comunitari, di petizione al Parlamento Europeo;
- l'istituzione del Mediatore Europeo (Ombudsman) ed il diritto, per i cittadini
comunitari, di rivolgersi allo stesso.
Il Trattato prevedeva inoltre un successivo approfondimento, concretizzatosi il 2 ottobre 1997 con la firma del Trattato di Amsterdam.
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