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Accade spesso, e non solo nei mercati finanziari, di dover fare delle valutazioni fondate su presupposti non quantificati con esattezza, ma misurati con attributi approssimativamente indicativi della loro dimensione.
Un uomo alto, un pacco pesante, un viaggio lungo contengono già, nella stessa formulazione, l'indicazione di una certa misura.
Prescindiamo, naturalmente, dalla soggettività delle valutazioni; è fin troppo ovvio che un viaggio di poche centinaia di chilometri è lungo per chi non si muove mai da casa mentre può apparire breve a chi solitamente gira per il mondo.
Intendiamo invece discutere del significato che il medesimo valutatore attribuisce agli attributi di misurazione.
Supposto che il lettore consideri alto un uomo di oltre m. 1,80. Che ne pensa di uno che misura m. 1,799 o di un altro di m. 1,795 o ancora di uno di m. 1,790?
Sicuramente non dirà che questi ultimi sono bassi. Forse sosterrà che sono anch'essi alti, ma un po' meno del primo.
Ecco che allora la distinzione non può fondarsi categoricamente sullo spartiacque corrispondente a m. 1,80.
Il buon senso viene in soccorso in questa e in altre simili circostanze ma, se sorge la necessità di predisporre un programma informatico, come solitamente avviene per la gestione delle attività finanziarie, le conoscenze tradizionali impongono delle rigide soglie di divisione che, non ammettendo eccezioni o sfumature, portano necessariamente a una categorizzazione di situazioni che, invece, andrebbero considerate in forma elastica.