LA
CRITICA DI MAZZINI AL LIBERALISMO:

Giuseppe Mazzini
Mazzini scrisse la pagina qui riportata nel 1850. Il bersaglio principale delle sue critiche è l’individualismo, uno degli aspetti più tipici della concezione liberale dell’uomo, dello stato e della società
“La dottrina che ha base sui diritti dell’individuo ha compiuto, negli ultimi sessanta anni, un alto ufficio importantissimo all’umanità (….). Ha conquistato (…) libertà di coscienza, guarentigie (=garanzie) politiche, libertà di stampa, libertà di commercio. Nessuno può oggimai più lacerare la splendida pagina segnata da quella scuola nella storia della Umanità. Ma la questione vitale della democrazia è se basti. Son quelle conquiste fine, intento raggiunto o non piuttosto mezzi a raggiungere? Può il principio dell’io, del diritto individuale, posto a base dell’educazione morale e politica, guidar l’uomo a quel fine, associar gli uomini per le conquiste da farsi? Un severo esame c’insegna che la dottrina dei diritti individuali non è nella sua essenza che una grande e sacra protesta in favore della libertà umana contro ogni tirannide che la conculchi. Il suo valore è meramente negativo. Forte a distruggere, essa è impotente a fondare. Può romper catene, non comporre vincoli di lavoro concordi e d’amore (….). La dottrina dei diritti individuali è tanto incompetente a sciogliere la questione com’io l’ho posta che vive in perpetuo terrore dell’idea di governo.
Nelle pagine dé suoi fondatori, il governo è un male inevitabile al quale soggiacciono a patto di rapirgli quanto più possono. Ridotto a un dipresso (=a qualcosa di simile) agli uffici di un agente di polizia,e spogliato d’ogni virtù iniziatrice, esso non ha missione fuoché d’impedire. Esiste a reprimere la violenza e il delitto, ad assicurare per ogni individuo l’esercizio dei diritti degli assalti brutali che i vicini potrebbero muovergli, non ad altro. E perché allettato alla seduzione del potere il governo non s’attenti d’oltrepassare gli stretti confini determinatigli (= che gli sono stati fissati), essi lo recingono di sospetti, di diffidenze, di poteri locali ostili, e consacrano ogni studio a ordinare un vasto sistema di difesa e di guarentigie contro ogni sua possibile usurpazione (…..)."
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