L'educazione del Popolo d'Italia

Giuseppe Mazzini
Mazzini in vari scritti, tra cui “L’educazione in Doveri dell’uomo” ; dell’aprile 1860, affronta con sensibilità temi inerenti la necessità dell’educazione, importante perché il popolo acquisti coscienza di sé ed identità. Egli sostiene che senza educazione i giovani non possono acquistare coscienza dei propri diritti e partecipare effettivamente alla vita politica. I giovani senza educazione sono come semi posti in terreno non dissodato, non irrigato e privi delle cure quotidiane del contadino: essi non potranno svilupparsi e esprimere la loro potenzialità. Ma non basta pensare di risolvere i problemi insegnando ai ragazzi a leggere, scrivere, e a fare di conto: questa si può chiamare semplicemente istruzione.
Ma l’istruzione senza educazione non è sufficiente, anzi può essere considerata un danno perché mantiene l’ineguaglianza tra classe e classe di uno stesso popolo. L’educazione deve mirare al bene sociale, alla libertà, al progresso; i ragazzi devono sentirsi uniti fin dai primi anni giovanili in uno spirito d’uguaglianza., uniti ai loro fratelli da un intento comune. L’educazione che deve dare ai ragazzi questi insegnamenti deve arrivare dalla Nazione. Senza educazione nazionale comune a tutti i cittadini non esiste moralmente una nazione.
È necessaria quindi l’ideazione di un sistema d’educazione nazionale gratuita ed obbligatoria per tutti. Ogni cittadino deve ricevere nelle scuole un insegnamento morale comprendente un sommario dei progressi dell’umanità, la storia della Patria e l’esposizione dei principi che reggono la legislazione del Paese ed essere educato all’eguaglianza.