Il
giudizio di Cavour sui moti mazziniani

Camillo Benso Conte di Cavour
IL GIUDIZIO DI CAVOUR SULLE INSURREZIONI MAZZINIANE:
In questo testo del 1846, Cavour individua con chiarezza e lucidità le ragioni sociali del fallimento di tutti i moti promossi da Mazzini. Ai suoi occhi di liberale monarchico, la via democratica e rivoluzionaria non avrebbe mai potuto porre rimedio ai problemi politici d’Italia.
“In Italia una rivoluzione democratica non ha possibilità di successo. Per convincersene basta analizzare gli elementi di cui si compone il partito favorevole ai moti politici. Questo partito non incontrerà grandi simpatie nelle masse, che, ad eccezione di alcuni rari gruppi di popolazione urbana, sono in generale molto attaccate alle vecchie istituzioni del paese. La forza sta quasi esclusivamente nella classe media e in una parte della classe alta. Ora, l’una e l’altra hanno interessi assai conservatori da difendere (…..).
Su classi così fortemente interessate alla conservazione dell’ordine sociale, le dottrine sovversive della Giovine Italia hanno scarsa presa. Quindi, ad eccezione degli spiriti giovani, nei quali l’esperienza non ha ancora modificato le dottrine attinte dall’eccitante atmosfera delle scuole, si può affermare che in Italia esiste soltanto un piccolissimo numero di persone seriamente disposte a porre in pratica i principi esaltati di una setta resa più aspra dalla sventura. Se l’ordine sociale fosse realmente minacciato, se i grandi principi su cui esso poggia corressero un reale pericolo, vedremmo, ne siamo certi, presentarsi nelle file del partito conservatore un gran numero dei più intransigenti frondisti, dei più esagitati repubblicani”.
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