Mazzini e il Partito di Azione

Il tentativo insurrezionale più clamoroso si ebbe a Milano, il 6 febbraio 1853, ma anche questo moto si esaurì in brevi scontri con militari austriaci, mentre veniva a mancare il supporto popolare. Dopo il fallimento milanese, sciolto il Comitato nazionale di Londra, Mazzini fondò il Partito d'Azione, dove ancora più accentuata era la volontà di formare un'organizzazione caratterizzata non tanto dalla vastità delle adesioni, quanto dall'audacia dei suoi aderenti, uomini risoluti all'azione e professionisti della guerriglia.
Su questa scia, con molteplici implicazioni di natura sociale, l'iniziativa di maggior rilievo fu quella, sfortunata, operata da Carlo Pisacane nel 1857, con la liberazione di 300 detenuti nel carcere di Ponza e lo sbarco a Sapri: i contadini non soltanto non insorsero, ma addirittura, affiancando la gendarmeria borbonica, contribuirono all'opera di repressione.