Mazzini
e gli altri uomini del risorgimento
MAZZINI
E GLI ALTRI UOMINI DEL RISORGIMENTO ITALIANO
Mazzini faceva dell’unificazione nazionale un dovere religioso e riuscì a convincere i suoi discepoli che la sua realizzazione rientrava nei disegni della provvidenza divina.,e da questa convinzione essi ricavarono un senso di fatalità ed una fiducia in se stessi che si rivelarono preziosi.
Egli era solito visitare il Piemonte, clandestinamente, sfidando una condanna alla pena capitale,e frequenti sollevazioni testimoniarono del coraggio dei suoi luogotenenti e del suo ascendente personale. Egli tuttavia morì fuggiasco, deluso e infelice anche perché fu Cavour a riuscire a strappargli l’iniziativa rivoluzionaria ed a realizzarla in maniera efficace, mentre le sue insurrezioni apparivano sin dall’inizio votate all’insuccesso: Mazzini aveva creduto di “evocare l’anima d’Italia, ma non riuscì perché si trovava di fronte a paese marcio di materialismo ed egoismo”.
Tutti i personaggi di maggior importanza del risorgimento sostenevano la monarchia, mentre Mazzini si definiva repubblicano.
Il successo di Mazzini consistette nell’essere riuscito a suscitare l’entusiasmo tra militari e uomini di Stato dotati di maggior senso pratico. Cavour, non meno di Garibaldi, fu, anche se ciò non fu da lui stesso riconosciuto, un discepolo ingrato di Mazzini. Garibaldi si definiva repubblicano e socialista.
Tuttavia, egli servì lealmente la monarchia e-con grande sdegno di Mazzini-depose tranquillamente nelle mani del re i poteri su quella metà d’Italia che aveva conquistato nel 1860.
Garibaldi diffidava di Mazzini e odiava Cavour perché al di fuori del campo di battaglia le sue convinzioni politiche erano trite e vacue. Mazzini aveva buoni rappori con Giuseppe Verdi: il 9 marzo 1842 il Nabucco diventa il simbolo del vero spirito patriottico ed eroico del Risorgimento italiano e riscuote un successo strepitoso.
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