LA PESTE NELLA LETTERATURA - La peste e il cambiamento climatico

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Danza macabra

Danza macabra (illustrazione del 1400)

La Peste Nera e il clima

La "piccola età glaciale" fu un periodo di circa 300 anni - fra il XVI e la metà del XIX secolo - durante il quale in Europa si assistette a una rapida e abbastanza marcata diminuzione delle temperature medie.

Le sue cause sono controverse, come sempre quando si ha a che fare con un problema complesso come la climatologia. Secondo un gruppo di ricercatori olandesi, al fenomeno avrebbe contribuito anche terribile peste del Trecento, che avrebbe innescato un lento progressivo declino del gas serra per eccellenza, il biossido di carbonio.

Analizzando l'abbondanza relativa di pollini di cereali e di alberi d'alto fusto rimasti intrappolati nei sedimenti lacustri della regione sud-orientale dei Paesi Bassi, Thomas van Hoof e i suoi collaboratori dell'Università di Utrecht sono riusciti a mappare i cambiamenti nell'utilizzo dei terreni fra il 1000 e il 1500 d.C.

Hanno così seguito il progressivo aumento dei pollini di cereali a partire dal 1200, legato all'espansione dell'agricoltura, che si è protratto fino al 1347, quando si assiste a una loro improvvisa diminuzione, dovuta all'arrivo della "Peste Nera", che sterminò un terzo dell'intera popolazione europea.

Parallelamente, i ricercatori olandesi hanno stimato i tassi di biossido di carbonio in atmosfera e del loro assorbimento da parte delle piante, valutabile in base al conteggio del numero degli stomi presenti, nei diversi anni, su antiche foglie conservate in erbari. All'aumento del gas serra, legato alla deforestazione, fra l'inizio XIII e la metà del XIV secolo, seguì un arresto proprio a partire dal 1350 e quindi una progressiva diminuzione, forse dovuta – ipotizza van Hoof – alla riforestazione spontanea di molte aree lasciate a se stesse.

L'ipotesi, per quanto suggestiva, non convince però molti esperti del settore i quali – come Richard Houghton, del Woods Hole Research Center – pur concedendo che questo potrebbe essere stato un fattore coinvolto nel raffreddamento, tendono a escludere che possa essere stato quello determinante: le variazioni determinate dal cambiamento nelle attività agricole dell'epoca – osservano – non potevano essere di entità tale da non essere ammortizzate dalle capacità di assorbimento e rilascio di biossido di carbonio degli oceani, i cui livelli di concentrazione del gas serra sono in equilibrio con quelli dell'atmosfera.