Amazon Prime decide di acquistare le partite di Champions League

Amazon Prime decide di acquistare le partite di Champions League

La notizia che ha creato maggiore scompiglio negli ultimi giorni è sicuramente quella annunciata da Amazon.

L’azienda di commercio elettronico statunitense di Bezos ha infatti acquistato i diritti per la Champions League in Italia, aggiudicandosi così i diritti per mandare in onda, nel triennio 2021-2024, le 16 migliori partite del mercoledì sera e tre stagioni della finale della Supercoppa Uefa dal 2021/22.

Dunque mediante la piattaforma di streaming Amazon Prime Video sarà possibile guardare in esclusiva e in diretta in Italia le 16 migliori partite del mercoledì sera della Uefa Champions League di calcio, nel triennio 2021-2024, nonché la finale della Supercoppa Uefa per 2021 e 2022.

In questo modo Amazon amplia il suo bacino di utenza

riuscendo ad entrare nelle case della maggior parte degli italiani.

Amazon Prime Video era già la principale concorrente di Netflix in termini di film, documentari e serie tv ora, grazie allo streaming live del calcio è pronta a sfidare colossi internazionali e il più neofita DAZN.

Per gli appassionati di calcio che ancora non hanno familiarità con la piattaforma streaming on demand del colosso di Bezos è bene iniziare a conoscerla. Se si fa un passo indietro e si torna alla fine del 2019, è intuibile pensare che si tratta di una vera e propria espansione nel panorama europeo.

Bezos aveva infatti dichiarato di aver acquistato i diritti per trasmettere le migliori partite del martedì della Champions League in Germania, per la stagione 2021-2022.

Notizia lanciata con la trasmissione in diretta via streaming di match del campionato di calcio inglese.

Chi è Amazon?

Nel 1994 Bezos lascia il suo posto di vicepresidente alla D.E. Shaw di New York e si trasferisce a Bellevue, stato di Washington. Bezos compra casa e stabilisce la sede di Amazon nel garage annesso alla sua abitazione.

Dato il poco spazio a disposizione, Amazon inizialmente non è altro che un gruppo ristretto di persone che impacchetta e spedisce libri in tutti gli Stati Uniti.

Durante il periodo di permanenza a New York Bezos legge un articolo sull’imminente esplosione del mercato dell’ecommerce e decide di volerne assolutamente fare parte.

Inizia dunque a stilare una lista di prodotti che potenzialmente avrebbe potuto vendere tramite un sito web.

Il piano di sviluppo aziendale redatto da Bezos prevedeva che, nei primi cinque anni di attività, l’azienda non avrebbe prodotto utili e avrebbe continuato a operare in perdita.

Finché qualcuno non ha creduto davvero in questa idea e ha deciso di investire in essa.

Così, nel luglio del 1995 apre il sito Amazon.com e nel 1997 allarga il proprio giro di affari sbarcando in borsa. Successivamente, grazie al lancio del Kindle sul mercato Amazon riesce ad affermarsi anche come produttore di prodotti tecnologici.

È la prima versione del Kindle e da allora il mondo della lettura non è più lo stesso.

Solo 18 novembre del 2010 apre ufficialmente amazon.it, con un ampio catalogo pronto a sfruttare la voglia degli italiani ad acquistare online.

La vera rivoluzione del mercato è stata Amazon Prime, un servizio di consegna a domicilio in tempi ampiamente ridotti rispetto al normale.

A questo punto, dopo aver raccolto degli ottimi risultati nel Nord America, Amazon ha deciso di lanciare il suo servizio di streaming video in oltre 200 paesi, tra cui l’Italia, diventando il maggior competitor di Netflix.

Dazn e Amazon Prime Video

La modalità con cui Amazon irrompe in questo mercato potrebbe infastidire Dazn, che ha rotto il ghiaccio portando in Italia la serie A su Iptv e dunque via web. Amazon Prime si pone come massimo competitor di Dazn, mettendo le mani, per il prossimo triennio, su un pacchetto della Champions League.

Dunque, l’azienda di Bezos sembra essere pronta ad entrare nel campo di battaglia fra player di fama mondiale.

Amazon e la borsa

Nel 1997 Bezos decide di allargare il giro di affari della sua azienda e di farlo sbarcare in borsa.

Amazon.com Inc. (NASDAQ: AMZN) è dunque quotata in Borsa da maggio 1997 presso il Nasdaq, l’indice newyorkese dei titoli tech. Tuttavia, dopo essere entrate sul mercato con un valore di circa 18 dollari, le sue azioni hanno subito tre split nel corso del tempo.

La storia di questa azienda non è così rosea come si potrebbe immaginare.

I primi anni del nuovo millennio, infatti, sono stati piuttosto turbolenti poiché nel giro di pochi mesi Bezos fu costretto a licenziare circa 1.000 dipendenti e Amazon si trovava sull’orlo del fallimento.

Tuttavia, il fondatore e CEO della società non volle demordere e continuò nella sua avventura.
Così, poco alla volta, Amazon si riprende e torna a crescere a ritmi incredibili, allargando ulteriormente il suo catalogo macinando profitti su profitti.

Al giorno d’oggi qualsiasi investitore vorrebbe possedere nel proprio portafoglio di azioni Amazon poiché non serve avere molta esperienza in finanza per capire il valore dell’e-commerce di Jeff Bezos. Oggi la loro ha superato i 3.000 dollari, con un ritorno sull’investimento di oltre 100.000 volte tanto.

Riuscite ad immaginare cosa succederà alle azioni Amazon dopo il suo approdo nel mondo del calcio?

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