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È davvero efficace al 90% il Vaccino Pfizer BioNTech?

Grandi novità in tema di vaccini anti Covid-19 da Pfizer e il suo partner BioNTech.

Il vaccino da loro sperimentato ha mostrato, stando a dei dati preliminari, un’efficacia contro il Covid-19 che va oltre il 90%.

La coppia Pfizer-BioNTech (Come compare azioni Pfizer Biontech) rimonta alla grande le altre case farmaceutiche e passa al primo posto nella ricerca di un vaccino per immunizzare la popolazione mondiale da una pandemia mondiale che ha contato oltre 1,2 milioni di vittime e che continua a imperversare.

Se i risultati continueranno ad essere positivi, infatti, le imprese potranno chiedere un via libera alle autorità americane già entro la fine del mese per importare il vaccino anti covid-19.

Il vaccino Pfizer- BioNTech è davvero così innovativo?

La risposta è molto semplice e per nulla scontata.

Di sicuro avrete sentito parlare di queste due aziende in questo periodo così intenso.

Ad oggi, il vaccino ci sembra più vicino di quanto sembrava qualche mese fa.

Innanzitutto, si tratta di un vaccino a RNA molto diverso dagli altri.

Praticamente è il primo al mondo basato sulla tecnologia RNA che utilizza le informazioni contenute nel nucleo del Sars-CoV-2 relative alla proteina Spike di cui il virus si serve per agganciare le cellule umane e penetrarle.

Una volta introdotto, il vaccino stimola la creazione di anticorpi contro la proteina e secondo quanto annunciato dall’azienda Pfizer, consorziata con la società di biotecnologie tedesca Biontech, il BNT162b2 si è dimostrato capace di proteggere dal coronavirus al 90%.

Chi sono Pfizer e BioNTech?

pfizer_biontech_vaccino_covid19

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Le storie dei due partner in gara sono molto differenti. Pfizer ha una lunga storia nel settore farmaceutico, nasce nel 1849 a New York ed è tuttora tra le più grandi case del settore al mondo e le maggiori corporation americane.

Tra i suoi prodotti di punta troviamo il Lipitor contro il colesterolo, l’antibiotico Zithromax, il Viagra per difficoltà sessuali, l’antinfiammatorio Celebrex.

Ha inoltre una lunga esperienza nei vaccini e in generale nei grandi studi clinici.

Nel corso dell’estate è però uscita dall’indice di Borsa Dow Jones, sostituita da Amgen, sintomo delle problematiche aperte sulle strategie future anche di protagonisti del settore.

Nonostante nell’ultimo trimestre abbia battuto le previsioni di utili, ha deluso leggermente quelle su fatturato, sceso del 4,5% a 12,1 miliardi. Al contrario, BioNTech è un gruppo biotecnologico tedesco fondato nel 2008 e specializzato sulla nuova frontiera delle immunoterapie per malattie gravi.

Nel 2019 ha raggiunto accordi con la Fondazione Bill & Melinda Gates per programmi contro l’Hiv e la tubercolosi e quest’anno ha raccolto nuovi investimenti da diverse finanziarie, tra le quali la Temasek di Singapore. In ultimo, il patto con Pfizer per il coronavirus, le ha consentito di compiere un ulteriore salto di qualità.

Il potenziale del neo-vaccino: alcune premesse dal mondo scientifico

Dal punto di vista medico e scientifico, i prossimi passi per il potenziale neo-vaccino per combattere la pandemia riguardano adesso una pubblicazione in dettaglio degli studi clinici per un vaglio indipendente.

Tuttavia, sono necessarie alcune premesse.

La sperimentazione è ancora da ultimare e le notizie a nostra disposizione sono arrivate direttamente dalle aziende, per cui la comunità scientifica deve ancora esaminare il tutto.

Sappiamo che lo studio è frutto dell’analisi di un campione di 94 volontari che, nel vasto studio clinico, hanno contratto il coronavirus sviluppando almeno un sintomo.

Al momento non è ancora sicura, tra l’altro, la durata della protezione immunitaria che il vaccino garantirebbe.

Gli esiti preliminari del vaccino

Gli esisti preliminari previsti dall’azienda vedevano un’immunità a 28 giorni dall’iniziale dose e a sette dalla seconda.

Un breve periodo di osservazione di due mesi di un primo gruppo di pazienti, al fine di controllarne appieno efficacia ed effetti collaterali ad oggi assenti, terminerà entro la terza settimana di novembre.

Pfizer e BioNTech non sono le sole aziende ad aver accelerato i ritmi della ricerca. Infatti, almeno altri tre vaccini si trovano in avanzato stadio di sperimentazione.

Moderna utilizza la stessa e innovativa tecnologia alla quale è ricorsa Pfizer, mediante l’Rna messaggero (mRna), con la quale istruzioni genetiche sono inviate alle cellule generando risposte immunitarie. Altre due aziende attive nel mondo occidentale sono Johnson & Johnson e AstraZeneca.

Quali sono le fasi della sperimentazione del vaccino?

Possiamo raggruppare così le tre fasi della sperimentazione del vaccino.

  • La prima fase: è una fase preclinica che consiste nell’allestimento del preparato, in vari studi in vitro e studi in vivo.
  • La seconda fase: alla fase precedente segue una fase clinica che, a sua volta, richiede tre stadi di test sull’uomo, su un numero crescente di volontari.
  • La terza fase: per prima cosa si valuta la sicurezza, poi l’efficacia e la presenza di eventuali reazioni avverse, prima della somministrazione su una larga scala di individui.

Quanto è efficace il vaccino?

L'authority americana Food & Drug Administration

L’authority americana Food & Drug Administration

L’authority americana sui farmaci Food & Drug Administration aveva stabilito come soglia un criterio di efficacia del 50% per poter autorizzare i vaccini, mentre l’europea Ema e la Oms si erano dette soddisfatte anche da percentuali più basse.

I risultati di Pfizer e BioNTech superano di gran lunga le aspettative, arrivando ai livelli dei migliori vaccini per l’infanzia come quello per prevenire il morbillo, piuttosto che con antinfluenzali fermi al 40%-60% di efficacia.

La percentuale di efficacia del Vaccino Pfizer Biontech si aggira attorno al 90%.

In che modo avverrà la distribuzione del nuovo vaccino?

La soluzione trovata da Pfizer e BioNTech è senza dubbio un’incredibile punto di svolta in un momento storico come quello che stiamo vivendo, tuttavia la strada da fare è ancora tanta e le sfide su produzione e distribuzione del vaccino sono importanti.

Pfizer e BioNTech hanno annunciato che potrebbero mettere in commercio 50 milioni di dosi, sufficienti a immunizzare fino a 25 milioni di persone, probabilmente entro fine anno, con 1,3 miliardi di dosi in arrivo nel 2021.

Accanto al problema della produzione, esiste quello della logistica: il vaccino di Pfizer e BioNTech richiede temperature bassissime per la conservazione e il trasporto.

Per facilitarne la distribuzione l’amministrazione Usa ha ipotizzato un possibile ricorso all’esercito ma resta comunque un’idea da mettere in pratica.

Cosa succederà una volta che il vaccino sarà disponibile?

Ciascun paese dovrà organizzare un piano di distribuzione delle dosi contenente le fasce di popolazione da sottoporre al vaccino in via prioritaria e la rete di centri per la somministrazione.

Attualmente il comitato etico tedesco ha delineato come figure prioritarie le persone anziane, i malati cronici, il personale medico e sanitario, i dipendenti delle forze dell’ordine e Vigili del fuoco e insegnanti di scuola.

L’Italia si è assicurata l’acquisto del vaccino? Vediamo il bollettino di oggi

bollettino italia coronavirus 10 novembre 2020

Bollettino italia coronavirus 10 novembre 2020

Innanzitutto vi mostriamo il bollettino odierno relativo ai casi positivi, vittime e guariti dal covid-19.

Dopodiché passiamo alla domanda principale.

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L’Italia si sta interessando all’acquisto dell’ipotetico vaccino?

In quanto paese comunitario, l’Italia, fa parte degli accordi presi dall’Ue con le aziende produttrici.

La presidente della commissione, Von Der Leyen, ha infatti comunicato un contratto con Pfizer BioNtech per l’acquisto di 200 milioni di dosi, con l’opzione per altri 100 milioni.

Precedentemente Von Der Leyen aveva già incontrato Sanofi-GSK (luglio) e ad agosto Janssen, una delle industrie di Johnson & Johnson, Cure Vac e Moderna.

Il primo contratto vero e proprio che prevede un approvvigionamento di circa 400 milioni di dosi è stato firmato con AstraZeneca a giugno e vede l’Italia come promotrice assieme a Olanda, Germania e Francia.

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